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Città metropolitana vende tre immobili: l’ex palazzina della Chimica a Mestre, palazzo Donà Balbi a Venezia e Villa Principe Pio a Mira

Notizie dalla Città metropolitana
4 Agosto 2026
ex palazzo della chimica

Sono tre gli immobili che attualmente sono inseriti nel piano di alienazione della Città metropolitana. Si tratta di un ex edificio scolastico in centro a Mestre meglio noto come ex “palazzina della chimica”, palazzo Donà Balbi, dimora storica che si affaccia sul Canal Grande a Venezia lungo Riva di Biasio e villa Principe Pio, dimora settecentesca della Riviera del Brenta ubicata a Mira Porte.

 

L’alienazione dei tre immobili di proprietà della Città metropolitana ha come fine quello di proporre delle opportunità di investimento e di rigenerazione residenziale sia per quanto riguarda il centro di Mestre, sia per il centro storico e anche per la Riviera del Brenta.

L’ex palazzina della Chimica, già in possesso del cambio di destinazione d’uso da scolastico a residenziale e con la possibilità di sviluppo ulteriore, potrebbe dare riposta al forte deficit di alloggi universitari o di nuove residenza in terraferma vista la posizione strategica, comoda ai mezzi pubblici e al centro città. Il prezzo di base d’asta è di 1.585.000 euro.

L’edificio è stato realizzato negli anni ’60 in adiacenza all’I.T.I.S. Antonio Pacinotti, per soddisfare le necessità della scuola di disporre di una sezione di chimica, e venne adibito ad aule, palestra e laboratori. Il fabbricato è articolato su 6 piani fuori terra oltre ad un piano sottotetto (destinato a vano tecnico), ed è servito da un vano scala; sviluppa una superficie coperta di 3085 m², con un terrazzo situato al piano terzo dello stabile di 100 m² circa. Completa la proprietà un cortile scoperto di 320 m² ad uso esclusivo, adibito a parcheggio, con ingresso diretto pedonale dal civico 32 di via Fradeletto.

 

Ha, invece, una base d’asta di 12.500.000 euro Palazzo “Donà Balbi”, edificio settecentesco con affaccio sul Canal Grande di 3037 metri quadri di superfici coperte e 926 metri quadri di spazi esterni (corte trecentesca con vera da pozzo e giardino privato).

L’edificio è costituito da tre nuclei che si differenziano per altezze e dimensioni, intercomunicanti tra loro e con ingressi indipendenti da Riva di Biasio e da Calle Sagredo. Il nucleo centrale del complesso immobiliare, tipologia della tipica dimora veneziana, si sviluppa su quattro piani fuori terra, ed è stato costruito presumibilmente agli inizi del 1700; l’edificio presenta elementi di notevole pregio: affreschi, stucchi policromi in rilievo, pareti tappezzate, finestre in legno con vetro piombato, iconografie e decorazioni dei pavimenti alla veneziana. L’immobile a metà degli anni ’80 è stato oggetto di un completo restauro e risanamento conservativo concluso agli inizi del 1990, e più recentemente sono stati eseguiti nuovi interventi finalizzati all’adeguamento sotto il profilo della sicurezza, della prevenzione incendi e dell’impianto idraulico.

 

Villa Principe Pio è, infine, una prestigiosa dimore settecentesca costruita nel XVIII secolo dalla famiglia "Principe Pio", in prossimità della riva sinistra del Naviglio del Brenta a Mira. L’immobile, tipico esempio di Villa Patrizia Veneta, consiste in una casa dominicale tripartita, censita già nel 1740 e segue la classica tipologia della casa veneziana con sala passante (“portego”), che disimpegna camere e locali di servizio ai lati, è articolata su quattro livelli, di cui uno seminterrato, per una superficie lorda complessiva di 823 m²; completa la proprietà un’area esterna di pertinenza esclusiva ad uso giardino, di 1.525 m², dove si trova un piccolo manufatto adibito a centrale termica. Acquistata dalla ex Provincia di Venezia nel 1925, la villa in passato ospitò anche la locale Caserma dei Carabinieri e la sede dell’Azienda di Promozione Turistica. L’immobile è libero da persone e cose a seguito dell’avvenuta riconsegna (2013) da parte del Comune di Mira, cui era concesso in uso per l’attività didattico-museale della Riviera del Brenta. In questo caso la base d’asta è di 1.357.000 euro. 

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